Sostegno psicologico
Sostegno psicologico
È un intervento di tipo supportivo che ha il fine di migliorare la qualità di vita della persona e la sua capacità di adattarsi in specifiche situazioni, questo grazie all’implementazione dei suoi punti di forza e della sua capacità di autodeterminazione.
Quando rivolgersi ad uno psicologo:
Alcune persone si rivolgono allo psicologo per migliorare il proprio stato di benessere, implementare le proprie risorse o superare nel migliore dei modi un periodo di crisi, che può essere legato a difficoltà relazionali, separazioni, trasferimenti, stress lavorativi o qualsiasi altro evento della vita che mette alla prova le risorse della persona.
Non tutti gli eventi che ci mettono alla prova sono necessariamente negativi, prendiamo ad esempio un trasferimento in una nuova città dovuto ad un nuovo lavoro, questo tipo di esperienza richiede necessariamente un riadattamento ad un ambiente nuovo, di creare nuove relazioni. Ogni cambiamento porta con sé una certa dose di preoccupazione o stress e a volte compare l’ansia di non potercela fare, che fa parte di noi ma che sopra ad un certo livello può bloccare le nostre capacità di coping. In questi casi l’aiuto dello psicologo potrà con i giusti strumenti guidare la persona a trovare le risorse per fronteggiare la crisi in modo costruttivo.
Come è strutturato un percorso di sostegno psicologico?
Il percorso di sostegno prevede solitamente una prima fase di valutazione che inizia con un incontro conoscitivo, e che dura solitamente 2 o 3 incontri, in cui si analizzano le problematiche riportate e le risorse del paziente allo scopo di proporre l’intervento più adeguato a risolvere le sue difficoltà attuali,
prima di poter lavorare sul cambiamento attraverso gli strumenti utili sarà importante comprendere il perché quella persona, o quella coppia, in quel preciso momento si trovano in una fase di impasse. La consapevolezza delle cause delle difficoltà fornisce solitamente la giusta spinta alla persona per attivare un cambiamento conseguente sui comportamenti e sulle azioni, a questo punto del percorso possono essere utili spunti pratici e strumenti adeguati e ponderati che possano facilitare il cambiamento.
Fornire troppo presto gli strumenti rischia di mantenere il paziente in una posizione passiva, di delega, che non favorisce il cambiamento duraturo. Gli strumenti devono essere interiorizzati ed adattarsi alla persona, alla sua fase di vita e al contesto in cui vive.
Compito dello psicologo non può essere, a mio parere, quello di fornire un libro di ricette da mettere in pratica, uguale per tutte le persone che si trovano nella stessa situazione, ma consiste nell’aiutare la persona a trovare la propria strada attraverso la relazione di fiducia che si viene a creare.
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